venerdì 25 dicembre 2009

Nuovo tempo di scoperte...

Ciao a tutti,
prima di tutto vi auguro di passare delle felici e rilassate feste natalizie, un nuovo anno ricco di desideri, crescita ed abbandono del vecchio per la novità, crescita, evoluzione.



Sono tornato da poco da Copenhagen, e, per me, è stata una ottima esperienza, fatta di crescita e scoperte. Credo che in ogni cosa che facciamo, sia che vada a buon fine che non lo vada affatto, è necessarrio scovare in cosa ci ha cambiato e a cosa è servita.
Una volta presa consapevolezza della nuova esperienza, è bene sapere che siamo cresciuti, siamo andati avanti e credo fermamente che chi si ferma è perduto...

Questo può avvenire in ogni momento, ma soprattutto sono i momenti negativi che ci insegnano di più, non dimentichiamolo mai.
Cosa ho scoperto a Copenhagen? Beh prima fra tutti che non i media dicono quello che gli fà comodo e qualsiasi cosa sia esterna ma fuori dal sistema su cui si reggono non è ben accetta, quindi tutte le manifestazioni fatte, le lotte, le botte, le proteste, tutta quella gente che gridava un cambio del sistema all'esterno, non ha voce....



Tutto si basa sul profitto, anche il futuro del pianeta, per quanto magari sia ancora troppo presto fare queste ipotesi catastrofiche, è stato messo da parte per risolvere e fare risalire l'economia, questa economia che deve continuare la sua crescita infinita in un mondo finito di risorse.

C'erano molte persone del Sud del mondo a protestare, del fatto che tutto il benessere che abbiamo noi ora nasce e continua dal loro sfruttamento, un disequilibrio ed una ingiustizia continua e che è la base di questo sistema.

Ci sarebbe molto da dire, ma credo che le parole servono per racchiudere quello che si è già capito in altre maniere, è necessario fare sempre le esperienze sulla propria pelle per poter comprendere quelle parole che ovunque ci bombardano di piccole verità ma che molto spesso non riusciamo a vedere o capire.



La complessità e la variabilità di ogni attimo mai fermo e in continuo movimento fà in modo che quando credi di aver capito qualcosa è già cambiata nuovamente, e che sei nuovamente da capo, non avevi capito niente e forse non c'è niente da capire, solo lasciarsi trasportare dalle emozioni e da quell'istinto che abbiamo dentro.
Quel flusso che muove tutto e lo cambia, come in un fiume in piena, puoi decidere di stare sull'argine e vederlo scorrere oppure buttarci dentro a capofitto, con la paura di non sapere dove andrai ma con le emozioni che questo comporta, sbalottato ma vivo, senza controllo...ma tanto poi cosa puoi o vuoi controllare?

Molto spesso si ha paura dell'ignoto, dello sconosciuto, di quello di cui non si ha esperienza, della novità, del cambiamento, e ora credo di capire perchè...è una specie di auto-difesa della nostra mente perchè ora in quel momento si conosce, ma una volta che si cambia non si è più quelli di prima...ed è questo che fà paura, rendersi conto che non si è più quelli di prima...ed accettarlo. Ma in quel cammino sconosciuto c'è l'esperienza, le emozioni, tutto quanto, il vivere.
Spero che ognuno di voi che leggete si immedesimi con la propria situazione e ne capisca il senso, non riguarda solo il viaggiare o andare chissà dove, ma anche stare dove si è, ma cercare quel qualcosa che non sappiamo e che forse è proprio la novità.

E come chiedersi il perchè scalare una montagna...è una forza che ti spinge da dentro, e non sai perchè lo stai facendo...solo senti che devi farlo...e non è solo per una foto in vetta...forse quella esperienza ti fà scoprire con maggiore chiarezza il significato di spiritualità.



Bando alle ciance, io il 27 dicembre parto alla volta di Rennes in Francia, per seguire emozioni ed istinto in un amore appena nato, mi butto a capofitto in questa nuova avventura questa volta con Olmo, terminerò il libro e il resto lo lascio all'ignoto...senza paura di affrontarlo, perchè già l'ho affrontato una volta e mi ha permetto di raggiungere tanti sogni e di sentirmi finalmente vivo...perchè temere ora...
Data di ritorno non fissata, mi lascio sopraffare dalla situazione e non voglio decidere niente a priori...vivrò il presente là e là deciderò...

Mi scuso con chi non sono riuscito a vedere in questi ormai 3 mesi in cui sono tornato, ma ho vissuto tante situazioni, scoperto tante cose, sono stato molto impegnato in tanti lati e capito tante cose. Ho visto l'abbondanza che abbiamo in ogni lato e la continua lamentela delle persone che non capisce quello che ha, solo perchè ha lottato e sudato per averlo. Purtroppo credo che sia naturale, una volta che si è raggiunto qualcosa si deve sempre andare più in alto, evoluzione naturale?
Beh più in alto si và, più si rischia di cadere...

Io mi accontento di poco, e mi sono ben reso conto in viaggio che meno ho...meglio stò...e che una volta che abbandoni l'avere incontri l'essere...
Tutto è ovunque, quindi non puoi perderti...

Un abbraccio e un grande sorriso a tutti quanti!
SIETE TUTTI UNICI E SPECIALI, NON DIMENTICATELO MAI!

giovedì 3 dicembre 2009

Perchè COPENHAGEN?



Dal 7 al 18 Dic 2009, il più grande summit climatico di sempre avrà luogo a Copenhagen, Denmark. Il summit è stato definito come la nostra "ultima, migliore speranza" di fare qualcosa riguardo al cambiamento climatico. Ma la conferenza ONU non risolverà la crisi. Non siamo più vicini alla riduzione delle emissioni di gas serra di quanto non fossimo quando i negoziati sono iniziati 15 anni fa: le emissioni continuano ad aumentare a velocità massima, mentre il commercio del carbone permette ai criminali del clima di inquinare e far soldi.
E' ora di dire "Basta"!

Basta al solito business, basta alle false soluzioni!

Non possiamo fidarci del mercato per il nostro futuro, cosí come non possiamo riporre la nostra fiducia in tecnologie non sicure, non accertate e non sostenibili.
Contrariamente a coloro che ripongono le loro speranze in un "capitalismo verde", noi sappiamo che é impossibile avere una crescita illimitata su un pianeta limitato.
Invece di provare a riparare un sistema in pezzi, dovremmo:

* lasciare i combustibili fossili sotto terra
* socializzare e decentralizzare la produzione di energia
* rilocalizzare la produzione di cibo
* riconoscere e ripagare il debito ecologico e climatico verso i paesi del Sud del mondo
* rispettare i diritti delle popolazioni indigene
* rigenerare i nostri ecosistemi

Le soluzioni reali alla crisi climatica vengono costruite da coloro che hanno sempre difeso la Terra e da coloro che lottano quotidianamente per difendere il loro ambiente e le loro condizioni di vita. Dobbiamo globalizzare queste soluzioni e impegnarci per una giusta transizione
verso un futuro senza CO2.

Movimenti globali per la giustizia climatica

Dieci anni fa, durante le proteste contro il WTO a Seattle, un movimento globale emerse per proclamare che un altro mondo era possibile. Oggi, questo mondo non solo é possibile, ma é necessario. A Copenhagen, ci riuniremo avendo passati ed esperienze differenti alle nostre spalle, venendo da lotte e movimenti diversi. Siamo indigeni e agricoltori, lavoratori ed ecologisti, femministe e anticapitalisti. Ora, le nostre differenti lotte per giustizia sociale e giustizia ecologica trovano terreno comune nella lotta per la giustizia climatica e nel nostro
desiderio di reclamare potere sul nostro proprio futuro.

GIUSTIZIA CLIMATICA ORA!

Davanti alla profonda crisi della nostra civiltá, tutto ció che otteniamo é un teatrino che giova solo agli interessi delle multinazionali. In risposta a questa follia, un movimento globale per la giustizia climatica é emerso per reclamare potere sul nostro futuro. Come parte di questo
movimento, il network internazionale Climate Justice Action sta mobilizzando decine di migliaia di persone in tutto il mondo per agire durante i negoziati climatici internazionali di Copenhagen, nel Dicembre 2009.



Io sarò a Copenhagen con Azione Climatica Bologna dal 10 al 17 dicembre, per reclamare giustizia. Noi non saremo violenti, loro lo saranno, fatemi un in bocca al lupo.

martedì 17 novembre 2009

Ritorno dalla Bosnia

Ciao a tutti,
il ritorno è stato molto intenso, ricco di avvenimenti, progetti, idee e molta confusione.
Il folle ritmo di questa società fà spesso perdere la semplicità delle cose, permettendo di non fare perchè tanto è stato già fatto, o non provarci perchè sei bombardato da così tante informazioni che non sai da che parte iniziare.

La situazione in Bosnia è stata alquanto dura e concreta, sopratutto mandare giù tutto quello che è successo, proprio qui ad un passo da noi. La gente è ancora molto chiusa e le diversità non sono ben accolte, insomma non è cambiata molto la situazione dopo la guerra, c'è ancora molto odio per i serbi, giustificato, dopo tutto quello che hanno fatto.
Purtroppo la Bosnia si trova chiusa nel mezzo e il sistema politico attuale non ne garantisce un futuro ben chiaro...ma poi di questo ne parlerà il video che abbiamo girato e che stiamo editando.

In questa giungla di pubblicità, comunicazione, informazione riesco a ritagliarmi il mio tempo per scrivere, provando a terminare il libro completo in italiano.

Qui è molto più difficile trovare l'ispirazione che invece arrivava diretta in viaggio, ma non mollo e vado avanti.

Ho trovato sul computer un documento che avevo fatto prima di partire, un discorso tra me e me, sulla decisione di partire....ve lo condivido, così vi fate 2 risate...scaricatelo qui:

http://www.ShareCow.com/Download.aspx?request=ee28d010-70ef-4bff-af63-02f806036fb3

giovedì 29 ottobre 2009

Evento 350 a Bologna

Ecco il risultato dell'evento 350 di sabato a Bologna:



Grazie a tutti quelli che hanno partecipato!

lunedì 19 ottobre 2009

Metabolizzando il ritorno...

Ciao a tutti,
ormai è un mese e mezzo che sono tornato a casa, in Italia, a Sasso Marconi.
Cosa dire, mi sto cercando di impegnare in diversi fronti con la nuova coscienza acquisita in viaggio.
Mi stò impegnando all'interno di un gruppo di azione climatica a Bologna, dove, ogni week-end cerchiamo di sensibilizzare le persone sui problemi climatici in corso.
Andremo a Copenaghen a Dicembre per la conferenza ONU sul clima.



Il sito del gruppo è http://azioneclimaticabologna.blogspot.com



Altra cosa importante, dopo 2 settimane di lavoro, e ritornare davanti ad un computer tante ore al giorno dopo il viaggio è stato veramente un massacro per me, ho terminato il video che avevo in mente per condividere la mia esperienza e mandare il messaggio, ecco cosa sono riuscito a fare:



E' un pò lunghetto, ma riassume 29 anni di vita...e 15000 foto di viaggio scattate in quei 18 mesi. Spero arrivi il messaggio, quello mi interessa.
Attendo i vostri commenti e consigli, siete essenziali!
Finalmente dopo la fine di questo lavoro video posso dedicarmi a terminare il libro.

Dal 2 al 12 novembre insieme a 3 grandi amici andremo in Bosnia-Herzegovina per un progetto sociale e di condivisione etnica, chiamato FOUROAD, la speranza del sogno di condivisione.

A volte non riesco a trovare spazio per gli amici in tutti questi lavori, anche se ancora non lavoro il tempo è sempre stretto, per ora è tutto, ci sentiamo presto!

Mi stò sempre di più rendendo conto che tutto parte da NOI, non possiamo sempre pensare che ci sarà qualcun'altro a pensare alle cose, se non agiamo noi, non cambierà niente, e poi andiamola a raccontare ai nostri figli senza futuro, che tra 50 anni il mondo sarà irreversibilmente finito...

Un abbraccio e un sorriso!

lunedì 12 ottobre 2009

Critical Mass Bologna

Questo sabato ho partecipato alla Critical Mass di Bologna, ecco il risultato delle riprese:



Per maggiori informazioni sulla massa critica in Italia il sito di riferimento è:

http://www.criticalmass.it

Questi i volantini che abbiamo dato e il gruppo di cui faccio parte:


sabato 10 ottobre 2009

Non vi siete persi granchè...

Ciao a tutti,
qui sotto puoi scaricare l'intervista su Radio2...

http://www.easy-share.com/1908078368/filippo_radio2.mp3

Cosa dire...come solito nei media c'è poco spazio per l'essenza delle cose e tanto per la curiosità ed i pettegolezzi...consumano le nostre storie.
Avrei voluto dire tante cose importanti e le riassumo di seguito, almeno qui non c'è nessuno che interrompe e si può dire tutto con calma.

Il ritorno, il riadattamento alla società è un percorso che sto compiendo.
E' uno scoglio duro, vedo molta rassegnazione, individualismo e competezione che non fà altro che sopprimire la fiducia in se stessi e negli altri.
Una folle corsa al denaro, all'avere, dimenticando i valori e le persone.
Non è accumulare, avere cose, che porta alla felicità, ma condividere.
Avere porta ad essere schiavi di un sistema, con la relativa perdità della libertà.
Non c'è una libertà più vera dell'essere se stessi, puri e sinceri, non condizionati dai giudizi altrui o dalle imposizioni di una società.

Condivisione piuttosto che competizione
Apertura verso gli altri, piuttosto che chiusura
Rispetto per l'ambiente e le persone
Quando smetti di preoccuparti dell'avere incontri l'essere
Sicurezza è il contrario di libertà

...spero sia arrivato il messaggio, l'essenza che mancava!

Per tutti quelli che seguivano il mio blog e vogliono sapere cosa faccio ora, al ritorno, dare forza a questi messaggi, creare maggiore coscienza, sul consumo, sull'etica, sulla condivisione, ritornando anche ad una connessione con la terra e di valori che si stà perdendo.
Per questo sto lavorando con l'ambiente, completando il libro completo in italiano, preparando eventi, creando video...ho voglia di fare e non solo di parlare!
Un altro sogno. Ogni volta che si realizza un sogno bisogna trovarne un altro...sono loro che ci danno la forza di andare avanti!

Un abbraccio a tutti!

mercoledì 7 ottobre 2009

350.org

Il 24 ottobre ci sarà una manifestazione mondiale senza precedenti relativa al cambio climatico.
Vi consiglio di guardare ed informarvi sul sito

http://www.350.org/it

Io farò parte dell'evento che si terrà a Bologna, quindi chi vuole aderire il prima possibile mi dica qualcosa!
Il 24 ottobre è un sabato....tieniti libero e spargi la voce!
Grazie mille!

Ps.: le manifestazioni saranno in tutto il mondo...basta scegliere quella più vicina...



Evento a cui ho partecipato in Piazza Maggiore con Avaaz

martedì 8 settembre 2009

Consumo Sostenibile

Il 18 e 19 Settembre a Bologna si terrà un evento importante sulla sostenibilità del pianeta, chiamato CONSUMABILE, vi invito ad andare sul sito di seguito per tutte le informazioni:

http://www.er-consumabile.it/

Forse il 19 Settembre alle 10:30 insieme ad Elia presenteremo le nostre storie ciclistiche in Sala Borsa....ancora stiamo attendendo la conferma.
Non mi prolungo oltremodo con le Filippiche, il ritorno è ben duro, ma ci daremo da fare per rendere reali le idee e i progetti che abbiamo in mente!
Sappiamo tutti da tempo quello che ci sarebbe da fare, bè credo sia finito il tempo di attendere.
Un abbraccio!



HOPE è viva...

E' arrivata la prima email dall'indirizzo personale di Hope: hopetolhuin@gmail.com

Si tratta di una ragazza chiamata Alicia che ha raggiunto quello sperduto posto al sud del mondo partendo dal punto più a Nord del mondo, grazie mille Alicia per le foto!

giovedì 3 settembre 2009

IMPORTANTE: guardate questi 3 documentari

Ciao a tutti,
che dire, sono tornato nel belpaese, ancora un pò shockato dalle differenze tra questi continenti, uno più umile legato alle tradizioni e alla terra (Sud America), un'altro soffocato dal consumismo e dalle cose inutili. A volte mi soffermo a pensare e ricordo bene le facce dei bambini e delle persone povere, sempre con quel sorriso stampato, e mi chiedo...perchè da questo lato non è così?

Credo che una buona parte della spiegazione viene fatta in questi 3 documentari, veramente ben fatti, in italiano tra l'altro, non avete scuse, guardateli tutti e 3, voglio rubare solo 15 minuti del vostro tempo...è ora di iniziare a comprendere ed aprire un pò gli occhi!







Spero vi abbiano fatto riflettere, se così fosse, aspetto un commento...grazie mille per il tuo tempo!

giovedì 27 agosto 2009

domenica 9 agosto 2009

Ushuaia....fine del mondo...inizio di tutto!

Ushuaia, la baia...



Fine della strada...



Dove riposa Hope....camping Hain...Tolhuin...un museo dei sogni!




Il ritorno verso il centro...
Ushuaia - Buenos Aires
Buenos Aires - Lima
Lima - Bogotà
Bogotà - Santa Marta



a presto le foto dal caribe colombiano con Gina...
un abbraccio!

mercoledì 29 luglio 2009

LA FINE DEL MONDO!!!!

Sono senza parole...adesso quelle dovrete mettercele voi che leggete queste righe...voglio un commento da ognuno di voi! Se non lo avete mai fatto prima, questo è il momento per farlo!

Ho provato a trasmettere le mie emozioni a voi in questo modo...su questo schermo...credo che le emozioni sono molto importanti nella vita, sempre le cerchiamo anche se non ce ne rendiamo conto, in ogni momento...ognuno ha le sue...o si vivono o si trasmettono...non esistono altri modi...spero di avervi trasmesso qualcosa dalla mie...spero che abbiate viaggiato e sognato con me...questo è quello che voglio e cerco!

Grazie a tutti voi, siete persone splendide, non dimenticatelo mai, non dimenticate i vostri sogni...i sogni sono possibili se provi...la parte più difficile è iniziare...questo ho capito!
Non ci sono limiti, nessuno è migliore di un altro...siamo tutti uguali, ci cambia l'audacia e la volontà di credere nelle proprie idee, desideri e sogni...

Anche questi ultimi giorni una vera avventura, erano 15 anni che non nevicava così in Ushuaia, tutto bloccato e dopo 5 ore siamo riusciti a superare il passo di montagna sommerso e bloccato, poi a 15 km da Ushuaia siamo rimasti senza benzina, dei pompieri ci hanno aiutato e finalmente l'arrivo sognato da tanto tempo!
Le emozioni dell'arrivo le potete vedere in questi 2 video....lacrime e follia!

video video

Data di partenza: 29 febbraio 2008, Calgary
Data di arrivo: 28 luglio 2009, Ushuaia
Hope ha percorso 80 mila km, 2 volte il giro del mondo, rimarra quaggiù!
Migliaia di persone conosciute, tanti sogni ed emozioni, una sola vita!

Per chi non lo sapesse, ritorno in Italia ad inizio Settembre, il 5 agosto ritorno in Colombia, Bogotà per la precisione, perchè credo nell'AMORE!
Un abbraccio patagonico dalla fine del mondo, Ushuaia!

sabato 25 luglio 2009

Hope non mollerà mai!

Dove eravamo rimasti....a Esquel, località sciistica Patagonica che, quest'anno, per mancanza di neve in un inverno anomalo, ha quasi chiuso i battenti per la stagione in corso....quindi niente Snowboard purtroppo e la decisione di andare per l'ultima volta a Nord, San Carlos de Bariloche.

Dopo essere passati per l'incredibile Parco Nazionale Los Alerces, facendo camminate nel bosco e ammirando i laghi a specchio, arriviamo a Bariloche da un CS, troviamo la sua casa e ci buttiamo a mangiare qualcosa dato che non avevamo neanche pranzato...dopo stanchi andiamo a letto.
L'indomani facciamo un giro per la città, troppo turistica, piena di hotel e ristoranti peggio di Cortina, tutta stracaro e una marea di negozi di cioccolata, qualcosa di impressionante. Dopo questa delusione andiamo a fare un giro in macchina poco distante, trovando luoghi immersi nel verde e pieni di laghi, ottime viste panoramiche. Poi una birra notturna artigianale con Iñaki e via a letto, domani si parte presto per El Bolson.



Salutiamo e ringraziamo il CS Iñaki e ci dirigiamo a Sud, niente più Nord, questa è la decisione...
Passiamo in qualche ora per El Bolson, dove ci fermiamo a preparare dei panini al market e ci dirigiamo al bosco intagliato in mezzo alle montagne. Dopo 1 ora di sterrato in macchina e 2 ore di camminata a piedi arriviamo...che luogo magico....tutti questi tronchi intagliati dagli artisti che davano un'anima ad un bosco che era bruciato e nero....magico direi...



Dopo il bosco ci dirigiamo verso Esquel un'altra volta, passando però per El Maiten, una stazione del famoso Patagonia Express, il treno che una volta girava da queste parti. Una stazione fantasma con un ferroviere che ci racconta la storia, anche la RAI era venuta lì a fare un documentario qualche tempo prima...che posto strano, nel mezzo del nulla ma con locomotori ben mantenuti...
Dopo una notte di danze folli e birre a Esquel, finiamo per dormire in macchina alle 6 del mattino. All'alba delle 9 ci svegliamo, già perchè adesso le giornate sono cortissime, alba alle 9:30 e tramonto alle 17:30, più si scende più sarà peggio, partiamo verso la vera Ruta 40, fatta di ghiaia, pietre e terra, niente più asfalto per un bel pò e nessuno nel raggio di diverse centinaia di miglia...



Passiamo nel bel mezzo di niente, aprendo cancelli di istanzie per vedere lagune incredibili e paesaggi persi nel tempo nella regione del Chubut. La nostra destinazione è Rio Mayo, la strana cittadina di cui Luis Sepulveda narrà nel suo Patagonia Express. Così facciamo, dopo numerosa strada sterrata e bivi da capire troviamo la via per Rio Mayo. Nel cammino diamo un passaggio ad un militare lungo la strada e poco dopo la marmitta in preda alle forti vibrazioni dei 100 km/h su ghiaia cede e cade a terra. Ottimo, nel mezzo di niente....guardo sotto e vedo che la situazione non è per niente bella, il tubo era tutto a terra. Niente paura, presi del fil di ferro dietro la macchina e mi buttai sotto la macchina a tentare di bloccare da qualche parte il tubo.




Beh, dopo un aggancio in 4 punti diversi ripartiamo, dopo 10 minuti stessa storia, tubo caduto di nuovo....nuovo tentativo da altre parti con lo stesso filo....si riparte, ora tiene!
Dopo 15 minuti di quella terribile strada cade di nuovo, mi ributto di nuovo sotto la macchina e provo con una catena di bicicletta che Elia aveva lasciato tra le cianfrusaglie...acciaio bello spesso, questo non può cedere...cosi proviamo e blocchiamo tutto con una corda dall'interno dello sportello che il povero militare doveva tenere. Questa volta regge, e, dopo 50 km, arriviamo a Rio Mayo. Lasciamo la persona nella base militare e cerchiamo un luogo dove riposarci, dato che nella notte avevamo dormito 3 ore e pieni di energy drink.



Dopo una rapida ricerca troviamo un Hotel sulla strada, l'unico della zona e l'unico aperto in questa stagione. Vado dentro a chiedere il prezzo, colto da sonnolenza e tanto sudore lasciato sotto la macchina, e incontro un signore gentile. Mi fà vedere la camera e mi dice il prezzo, alla fine poteva essere peggio, lui stesso mi dice: "Conosci il libro Patagonia Express?", rispondo affermativamente e lui replica: "Luis Sepulveda viene sempre qui, è un amico e io sono il turco di cui parla nel libro...", pensa te. Dopo una veloce consulta prendiamo tutto e ci buttiamo dentro incuriositi da questa faccenda. Andiamo a letto tutto il pomeriggio e la sera mettiamo la sveglia alle 21. Andiamo nella sala e iniziamo a chiacchierare con i turchi del libro di Sepulveda, che storia, alla fine gli regalo un libro, gli prendiamo stra-bene, ci offrono la cena con 2 milanesi giganti e poi gli sistemo il computer e ci regalano anche la notte gratis. WOW che persone Josè e Susana. Discutiamo e parliamo tutta notte fino alle 2 della mattina, tra un mate e un altro.



Domani ripartiremo verso Los Antiguos, un paese che loro ci hanno consigliato, dove esiste un microclima unico al mondo, proprio qui nel mezzo della Patagonia, dove crescono tantissime ciliege e tutto è verde dopo una immensa pampa. Così ripartiamo, salutiamo i turchi e ci mettiamo in cammino verso questo sperduto paese vicino al lago più grande di Argentina, il lago Buenos Aires. Dopo 2 orette di macchina su sterrato passiamo prima per la città Perito Moreno, senza anima, per poi constatare dal verde intorno il diverso clima. Un vento freddo ci ha accolto senza pietà e noi non curanti abbiamo deciso che, visti i numerosi pescatori sul lago, potevamo pescare in qualche modo...si ma come?
Abbiamo preso le bacchette da sci e un paio di piombini ed ami...molto artigianale...circa 1 ora di tentativi inutili perchè le trote stavano al largo e ben presto ci siamo fatti 2 panini al formaggio.
Mentre mangevamo la gente curiosa passava cercando di capire cosa stavamo facendo. Un signore della capitaneria ci ha detto che se volevamo qualcosa potevamo trovarlo dentro la garitta poco distante. Così andammo a scaldare un pò di acqua lì dentro e insieme a tante persone all'interno è nata un'interessante susseguirsi di risate e discorsi, qualche libro venduto e le luci della sera che si spegnevano senza darci avviso. Salutammo tutti con calore e ci rimisimo in cammino preceduti da un signore che in quel buio ci avrebbe indicato la via per continuare la ruta 40.


La nera notte patagonica ricca di stelle fece ingresso e noi, incuriositi dal cartello che cercavamo ci infilammo in mezzo alla pampa fino ad un cancello chiuso. Il cartello recitava "Ea Cuevas de las manos", una grotta con pitture primitive che era la nostra prossima metà nel cammino. Il cancello chiuso con un lucchetto ci blocco ma noi decidemmo di preparare tenda e sacchi a pelo per dormire nella umidità di quella terra desolata. Così preparammo tutto e alle 22 eravamo a letto. Sveglia alle 9 con sintomi di osteoporosi e con l'idea che quel cancello potrebbe essere aperto, invece niente da fare. Facciamo baracca e burattini e riprendiamo quel maledetto cammino sterrato, consapevoli del fatto che non ci sarebbe stato niente nel giro di 400 km.




Dopo un'ora di strada ben pietrosa accade il fattaccio...mentre guidavo sentiamo un colpo forte, la macchina inchioda di colpo e blocca sulla strada. Il primo pensiero và al motore...rumore strano al cambio e la macchina che non andava più. Direi perfetto, spengo tutto e scendo senza paura e mi trovo davanti a questa scena:


Ottimo, il semiasse sbragato e la ruota completamente svicerata da un lato...non mi perdo neanche per un attimo d'animo e sapendo che potrebbe non passare nessuno per tutto il giorno, mi metto lì, con la calma di un eremita, e dico che si può risolvere, Hope non si può fermare qui!
Prendiamo grosse pietre ai bordi della strada, pompiamo il crick al massimo e blocchiamo la macchina con grosse pietre, devo infilare la testa lì sotto...controllo e pulisco il semiasse, tira e prova entra dopo le pulizie di natale, dato che era pieno di sassi e pietre incollate da quel grasso nero. Entra e tutto sembra in ordine, manca solo un bullone che abbiamo perso per la strada che tiene tutto insieme...però prima bisogna vedere e provare se la macchina si muove. Proviamo e funziona...ci siamo quasi, dobbiamo trovare solo quel bullone o qualcosa per bloccare quell'importante perno che tiene tutta la ruota.



Dopo 4 ore circa passa la prima macchina, un pick-up, mi metto in mezzo alla strada e lo fermo, gli racconto tutto e gli dico che mi manca un bullone, lui và dietro e ravana in una cassetta per gli attrezzi e ne trova 3...uno troppo piccolo....uno troppo grande....e uno di media misura. Io lo guardo con la consapevolezza del sè e dico, è quello in mezzo, sicuro....lui mi dice "prova"...io confermo e con un pò di paura mi dirigo con quel bullone in mano verso Hope, dicendo tra me e me...."non può essere...non può essere...sarebbe folle...sarebbe magia...questo è il momento della verità circa i sogni...". Beh mi abbasso e lo infilo...perfetto! È il suo, non ci potevo credere...un brivido mi percorse cercando di capire come questa cosa fosse possibile, meno probabilità di vincere alla lotteria ed era successo, era magia. Lo avvito tutto, il tipo scappa via e io rimetto in moto Hope e andando pian piano tutto andava alla perfezione. Ormai non credo si tratti più di fortuna o sfortuna, cè qualcosa di più, qualcosa che riguarda i sogni e l'audacia.



Ero sporco di grasso dalla testa ai piedi e il primo paesino in mezzo al nulla era a 30 km, Bajo Caracoles, solo un distrutore di benzina, 4 baracche di lamiera e un chiosco. Abbiamo solo qualche decina di pesos nelle tasche e non c'è l'ombra di una banca nel giro di giorni. Bene, entriamo in questo posto e chiedo informazioni al signore circa di un meccanico in questo paesino, lui senza dirmi niente mi indica una casa in fondo alla strada. Lo trovo e lo porto alla macchina, gli faccio vedere le foto e gli dico cosa è successo, lui mi dice "non ho attrezzi, comunque dovrebbe reggere se vai piano". Ok, facciamo benzina, facciamo pietà al tipo del chiosco che ci regala la cena fatta di qualche empanada di carne e riprendiamo il cammino, il prossimo paese è a 340 km, tutti di sterrato con quella riparazione alla bella e buona. Si riprende la strada tra armadilli, neve, ghiaccio, vento e ai 40 km/h. Dopo circa 8 ore di guida in quelle condizioni e con la notte arriviamo a Tres Lagos. In quel paese non esiste Hotel e banca, dormiamo in macchina davanti al benzinaio con un bel freddo, accendendola spesso per scaldarci.



L'indomani facciamo tipo 3 litri di benzina e scarichiamo le taniche di riserva dal baule e ripartiamo verso El Chalten, finalmente strada asfaltata nuovamente! Dopo circa 100 km si inizia ad intravedere la croce e delizia di tutti gli alpinisti migliori del mondo, il cerro Fitzroy e il cerro Torre, una delle 2 montagne più tecnicamente difficili al mondo.



Il tempo era stra-clemente, nessuna nuvola e quando siamo arrivati al El Chalten, ben stanchi per non aver dormito bene da 2 giorni, la guardiaparchi alla informazioni ci dice: "un giorno così in inverno è qualcosa di incredibile, fossi in voi non aspetterei domani per fare trekking, inizierei direttamente oggi". Così abbiamo fatto subito 3 orette di trekking ammirando quelle incredibili e prorompenti montagne da ogni lato...qualcosa che lascia senza fiato. Il freddo era pungente ma fortunatamente non c'era freddo. Troviamo un ostello economico e ci buttiamo a letto subito.



Chiacchieriamo tutta notte tra un mate e un altro di montagna con un alpinista che stava nell'ostello, conosceva molti italiani che avevano scalato queste montagne ed era un vero appassionato, sapeva qualsiasi cosa gli chiedessi circa di quella valle magica. Ci disse qualche percorso e l'indomani ci misimo in marcia. Camminammo tutto il giorno ammirando un ghiacciaio da vicino e tanti laghi ghiacciati insieme ad un bosco veramente incantato.



Dopo una notte fatta di biliardo fino a notte fonda con dei muratori della zona e qualche birra di troppo, il sonno venne rapido e l'indomani era ora di partire per El Calafate. C'era una CS che ci aspettava, Analia, e dopo 4 orette di guida arrivammo senza problemi, senza ormai preoccuparci del bullone che ogni ora controllavamo e che ormai non dava segni di muoversi. Arrivammo ed incontramma Analia, una signora sui 45 anni separata con una bambina chiamata Valentina, insieme ad altri 2 CS, Fabio italiano e Micaela americana. Facciamo balotta subito e Analia ci porta a vedere tanti bei posti, fenicotteri rosa, montagne e laghi dal colore azzurro intenso.
Tante chiacchiere e una ottima pizza preparata da lei, poi a letto, domani ci aspetta il Perito Moreno, poco da dire...le foto parlano...inspiegabile forma di vita della natura...vivo!



L'indomani partiamo per andare a Torres del Paine in Chile, ma sbagliamo strada e finiamo a Rio Turbio, passiamo la frontiera dove un doganiere troppo esigente mi sequestra il tamburo che mi portavo dietro dal Guatemala dicendo che non può entrare in Chile, un largo litigio e la consapevolezza che il bad karma và tutto a suo sfavore, controllai il mio odio ed entrai con mio fratello a Puerto Natales. Esplorammo la caverna del milondonte, la stessa di Chatwin, last hope sound...



Vi lascio con una frase di Goethe:

C'e' una verita' elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute... Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L'audacia ha in se' genio, potere, magia. Incomincia adesso.

Non manca molto...la fine del mondo, delle strade, dei sogni arriverà ben presto...
Un abbraccio forte a tutti!