sabato 29 novembre 2008
L'attesa e l'abbandono
Andiamo tutti a casa di Ana, cercando di capire che fine ha fatto Alle. Mia madre come sempre mi ha portato l'ottimo Grana, e le cose che gli avevo chiesto, vocabolario e sinonimi. Peccato per la mortadella che e' stata bloccata alla frontiera e non la posso gustare!
Finalmente abbiamo tracce di Alle, ha chiamato Ana, e' in aereoporto, e dopo poco arriva a casa, di nuovo insieme dopo 3 settimane, raccontandoci tutto quello che era accaduto nel frattempo.
Lui aveva vissuto l'opposto di me, feste e sballi folli a Playa del Carmen.
Andiamo tutti insieme l'indomani alla isola Holbox, nel nord del Quintana Roo. Siamo carichi come dei muli, in 4 in macchina con mille zaini, ma alla fine riusciamo ad incastrare tutto.
Hope testa la fiducia che ho verso di lei fermandosi lungo la strada, e, con la pazienza ed incredulita' di tutti, riparte, era solo andata in folle...
Riprendiamo la strada e finiamo per passare in una strada clandestina in mezzo alla selva, per riuscire a non pagare l'autostrada...assurdo! Poi ci fermiamo a Solferino, un pueblo minuscolo dove mangiamo carne alla messicana, con filetto di una mucca uccisa la mattina, e raccogliendo arance per fare la spremuta.
Tutto ottimo, ripartiamo e prendiamo il traghetto per l'isola, lasciando Hope in un vicino parcheggio.
I delfini nuotano a fianco alla barca, e l'isola e' fantastica, un piccolo pueblo di pescatori tra spiagge bianche. Stiamo 3 giorni in quel magnifico paesaggio, fatto di sole e pesce fresco.
Cuciniamo e ci rilassiamo, suoniamo e Matte mi da' le basi della musica. Ora molte cose tornano, sono ricettivo ed attento.
Io ed Alle passiamo una notte folle a parlare di vita fino alle 4 del mattino e la comprensione e' immediata, nessuno scontro, solo evoluzione.
Finiamo i soldi e sull'isola e non ci sono ATM. Fortunatamente cambiamo gli Euro degli amici appena arrivati. Poi ripartiamo verso Cancun, dove Matte e Lisa prenderanno il bus per andare a San Cristobal de las casas a suonare. Cosi', dopo uno stretto viaggio ritorniamo nella orribile Cancun e, dopo le foto di rito su Hope, salutiamo in maniera sentita Matte e la Lisa. Che bella coppia! 2 grandi persone che si uniranno...
Alle decide di ritornare a Playa del Carmen e io lo seguo, cosi' insieme ritorniamo nell'ostello dove lui era stato, per godermi un po' di festa e casino, dato che ormai e' un po' che sono trattenuto.
Ormai siamo 3 giorni che siamo qui, tanto alcool e festa fino a tardi, e' dura ritornare all'estremo, ma pian piano mi ci sto riabituando, ne ho bisogno, Pura Vida anche qui insomma...
Domani andro' in CS da qualcuno, vorrei terminare il libro ed organizzare la mia discesa verso Sud...staremo a vedere!
venerdì 21 novembre 2008
Vivere nell'alma de Cuba
Come sempre il FLOW non manca di indicarmi la strada, sono finito per caso a vivere nel Callejon de Hamel, una delle vie piu' famose ed artistiche dell'Havana.
martedì 21 ottobre 2008
Tikal e Belize tra squali e mante...
Finalmente arriviamo al checkpoint del parco di Tikal, piove spesso e con insistenza, ultimi 15 km che facciamo a luci spente con la luce della luna piena e il rumore di mille animali che escono dalla giungla, fantastico. Arriviamo e troviamo il campeggio dove piazziamo le tende e cuciniamo roba disidratata rimasta da Orizaba, ci dicono che non si puo' entrare di notte nelle rovine perche' ci sono le guardie, desistiamo subito, perche' qui tutti hanno i fucili a pompa come se niente fosse, quindi prenotiamo una guida per domani mattina, ci costa 100 Quetzal + 150 di entrata al parco a cabeza. Quindi sveglia alle 4 e alle 4:30 siamo al ritrovo, notte fonda, luna piena, luci spente e con la nostra guida e altri 2 ragazzi ci dirigiamo al tempio 4, il piu' alto, per ammirare l'alba.
Dopo 40 minuti praticamente di corsa arriviamo in cima alla piramide, incredibile, si vede tutta la capitale maya, le altre piramidi che escono dalla giungla e la nebbia, rumori di scimmie, tucani e tanti uccelli a 50 metri sotto di noi. Stiamo li' per un po' da soli poi facciamo tutto il tour tra diverse piramidi di 2000 anni fa', saliamo sul tempio 5, bello ripido, 40 metri con una scala da brividi, praticamente una scala a pioli con qualche spiazzo...dopo si arriva alla piazza della citta', poco da dire, incanto, ritorniamo alla tenda per riposarci e mangiare poi verso le 17 riprendiamo la strada e rientriamo al parco, dove pagando una guardia stiamo dentro fino alle 19 godendoci il buio e l'essere soli in quel posto incantato.
L'indomani si parte per il Belize, diretti verso Belize City, si cambia stato, altri 2 timbri sul passaporto e fila alla dogana e di nuovo novita', lingua inglese, moneta dollaro belizegno, e praticamente tutti di colore. L'ingresso in Belize viene accolto con una pioggia tropicale con tanto di lampi e tuoni talmenti vicini da fare tremare la terra, tutto e' coloniale, tutti africani e rasta, le strade non sono messe male e dopo poco arriviamo a Belize City, dove ci accoglie il delirio del commercio turistico, ci fermiamo per mangiare e veniamo assaliti da quelli che offrono i giri in barca sugli atolli, mangiamo locale, riso con fagioli ed insalata e capiamo subito che tutto e' piu' caro e che se vedono che sei turista cambiano i prezzi, non certo il nostro posto per le nostre politiche economiche, ma ci adattiamo e andiamo a cercare il posto piu' economico, 60 dollari locali in 3 per una bella stanza con 3 letti, qualche topo ma roba da ridere. Sembra di essere in Africa, assurdo come cambiano i paesi in pochi fazzoletti di terra.
Andiamo fuori a mangiare cinese e poi a letto, ci organizziamo per domani dato che davanti a noi, ho finalmente visto il Mar dei Caraibi, ci aspetta la seconda barriera corallina piu' grande al mondo e molti atolli e isole, il business dell'isola e' solo quello praticamente. Decidiamo di cercare un imbarco per una isola disabitata dove prepariamo tutto per stare 2 o 3 giorni da soli sulla famosa isola deserta. Chiediamo e capiamo che ci sono isole con anche solo una palma e basta, ma decidiamo per San Pedro, nel Nord dovrebbe esserci vegetazione almeno per costruire qualcosa e girare nella selva. Cosi' decidiamo e partiamo, abbiamo zaini, tende, sacchi a pelo e il boccione da 20 litri, 20 kg in piu' da portarci dietro...i furbi direi.
Si parte e in 1 ora e mezza siamo a San Pedro, niente male, palme e spiagge bianche, la bella vita come sempre, cerchiamo un imbarco per il Nord dell'isola ma ci costa troppo quindi decidiamo di campeggiare lungo la spiaggia a Sud, l'unico posto che ci dicono sia possibile....dopo tanto camminare con l'imgombrante peso, arriva buio e non troviamo il posto, inizia a piovere e ci rifugiamo in un resort, e' un posto da ricchi o da chi vuole tutto gia' organizzato insomma. Andiamo verso il centro, ci blocca un signore di colore, ci dice i posti dove andare e ci dice che ha una bazza e di seguirlo, dopo qualche incertezza per la nostra incolumita' decidiamo di dargli fiducia e con il coltello in tasca gia' aperto lo seguiamo in strade buie, alla fine ci porta in un bel posto con un bar, dove conosce un amico che ci fa' 50 dollari per tutti e 3, niente male e una stanza bella grande. Dormiamo e ci cuciniamo scatole di fagioli, tonno e cipolla, ottima cena!
La sera stiamo al bar a bere 2 birre locali e poi usciamo verso il centro, e' lunga, sono 3 km, ma con calma si arriva...andiamo in questo bar Rock che ci avevano detto, con una band live ci gasiamo con del rock e facciamo i pazzi saltando nella pista, ci mettono pure i Ramones, paura!
Abbiamo chiuso il locale e ballevamo solo noi per tutto il tempo, qualche smorto gringo e solo pochi gueri come noi in tutta la citta'. E' dura parlare inglese dopo 3 mesi di spagnolo, mi sento un mongolo e mi viene da parlare solo spagnolo, ma dopo un po' lo switch english ritorna e si parla senza pensare inglese, e' strano e molto difficile, anche se mi gusta molto ora lo spagnolo...
Compro maschera e boccaglio e l'indomani cerchiamo un posto dove fare lo snorkeling tour sul reef, il reef si vede da dove siamo, le onde si infrangono a 500 metri in mezzo al mare, una assurda linea bianca. Troviamo il tour piu' economico girando, 35 dollari US, 20 euro circa per 3 ore in 2 posti diversi. Partiamo e siamo in 5 in barca, dopo 30 minuti siamo al reef, la nostra barca e' piena di pesci nell'acqua cristallina sotto di noi, scendiamo dalla barca e subito ci accolgono 2 mante di un paio di metri e uno squali di 3 metri in lontananza, seguiamo il tipo e ci porta al reef, impressionante, mille pesci di mille colori, difficile da spiegare, chi e' stato al reef sa' e chi non ci e' stato e' meglio che ci vada, mante tigre grandi come le mie mani aperte passeggiano con leggiadria a mezza altezza nel fondale di 10 metri, coralli viola e pesci giganti.
Dopo cambiamo posto ed andiamo a Shark Alley, ad appena 3 minuti, appena arrivati la nostra barca e' circondata da squaletti di 2 o 3 metri sotto, dopo qualche esitazione a saltare in acqua lo facciamo e tocchiamo gli squali, giochiamo con mante giganti, poco da dire, un altro sogno.
Poi l'indomani giornata relax e oggi partiamo con la lancia per Belize City, dove recuperiamo la macchina e partiamo alla volta di Chetumal, dove siamo ora, in Messico di nuovo con altri 2 timbri sul passaporto...Viva Mexico!
Alla prossima, ecco un link con altre foto di Orizaba, per le altre foto appena riesco le posto...
venerdì 17 ottobre 2008
San Marcos de la laguna ed Antigua
L'indomani scopriamo che vicino al lago esiste un mondo a parte, un mondo che ci avevano detto esistere in quel posto e per cui eravamo andati li', fatto di Hippie, centri di meditazione, yoga e qualsiasi cosa di spirituale vi venga in mente, in mezzo alla giungla, tante palme e sul lago, con una vista mozzafiato, tanto vegetariano, che inizio ad apprezzare molto.
Il posto e' pieno di energia, l'aria e' elettrica e dopo un bel bagno rinfrescante decido di dedicare un paio di ore alla meditazione sotto un albero, molto intenso, decidiamo di accamparci lungo il lago e troviamo il nostro posto, solo che quando arriviamo e' gia' occupato da persone che suonano i bonghi e cantano davanti ad un fuoco. Conosciamo queste splendide persone e ci divertiamo molto quella sera, dopo tanto suonare e guardare la luna quasi piena ci mettiamo a letto, in 3 nella tenda da 2 come sempre, caldo e tante zanzare.
L'indomani decidiamo che e' ora di partire, andare verso Antigua, la citta' antica del Guatemala, piu' ricca di vita e cosi' la mattina dopo un incontro con Papillon, il personaggio conosciuto la notte parliamo tanto di calendario Maya e vita, ci offre semi di cacao freschi, buonissimi, mai mangiati proprio dal seme, e ci salutiamo con il saluto a spirale, una persona speciale.
Partiamo alla volta di Antigua dove arriviamo la notte e dove, cerchiamo un posto dove dormire, un ostello, giriamo un po' e chiediamo in giro, girando tra i ciottoli della citta' tutti e 3 sul tetto della macchina senza nessuno all'interno, suonando il bongo che ho comprato prima di partire a San Marcos per 200 Quetzal, 20 euro, suona anche bene. Troviamo un posto assurdo, una guest house con anche una ragazza italiana all'interno nel ristorante, sono tutti sbronzi al bar e ci offrono da bere gratis e stiamo li' fino a tardi a fare bordello con il barista e gli altri, alla fine ci danno una camera per 100 Quetzal, non male.
Il giorno dopo giro in centro per la bella citta', ricca di portici per ricordare la lontana Bologna, e buon cibo baratto. Poi ritorniamo e il barista ci informa che stasera ce' una performance live di musica e che se vogliamo possiamo partecipare anche noi. Cosi' facciamo, tiro fuori chitarra e bonghi e ci diamo dentro, saremo una decina di persone, un violino, diverse chitarre, e tamburi.
Dopo aver seguito qualche ritmo e grazie anche a qualche bicchiere di vino prendo coraggio, dichiaro gli accordi e parto con la mia amata Creep Live, finalmente suonata da me, tanta emozione...ma alla fine e' andata bene, una buona Jam Session, poi abbiamo messo un po' di musica noi come solito ed abbiamo fatto brillare il locale saltando e ballando come i pazzi e bevendo Firewater locale, incredibilmente folle fino a chiusura, poi letto cotti.
Ora siamo in Belize, Belize City, ancora devo raccontare di Tikal, la capitale Maya...alla prossima!
venerdì 10 ottobre 2008
Centro America: Guatemala
Dopo un giro nel bel mercato, andiamo a conoscere il contatto che avevamo, ma non ha posto dove ospitarci, quindi troviamo un ostello, 30 pesos in dormitorio, mica male, 2 euro...tanta gente interessante dentro, e poi fuori per un gelato e qualche tortas, in giro per la piazza e un po' di musica live dentro ad un baretto davanti ad una cerveza superior.
Decidiamo l'indomani di svegliarci presto e partire verso sud, cosi' dopo un buon caffe' organico locale nella nostra moka si ricarica tutto in macchina, che ormai, tra pelli di capra e mucca, con cui copriamo l'interno e la spazzatura e sporcizia davanti, non farebbe gola neanche ad uno zigano, ripartiamo, destinazione Guatemala.
Quindi lungo impervie strade, 2 nuovi timbri in dogana, finalmente anche quello del Messico prima di uscire, si arriva in Guatemala, in macchina dentro ad un mercado con gente ovunque, incredibilmente bello, tutti indigeni con vestiti locali, coloratissimi e occhi pieni di stupore, tante risate, vedendo Chocki davanti alla macchina, ma diversamente dal messico, senza barriere di timore iniziale. Dopo aver cambiato la moneta, i Queztal, 10 sono 1 euro, un po' piu' valente del peso messicano, e dopo qualche difficolta' a trovare un banco da cui tirarli fuori ci inoltriamo nel derrumbe, dentro una strada, distrutta e piena di frane che ci porta vicino al lago Atitlan, la nostra destinazione. Arriviamo alle 20 di sera, in un pueblo prima del lago, decidiamo di cercare un cuarto dove dormire, lo troviamo per 60 queztal in 3, assurdo niente e neanche male, finalmente 3 letti e non il pavimento.
Ci avvertono che l'indomani c'e' il mercado grande nel pueblo ed anche che abbiamo perso un'ora, quindi sono 8 di differenza dall'Italia, sono le 19:30 ed e' buio pesto, come se fossero le 2 di notte, incredibile e strana sensazione. Poi usciamo e vediamo tutta la preparazione del mercato di notte, camion pieni di banane e persone che spostano sacchi di patate da 50 kg con una corda sulla fronte. Quindi cibo in un locale e poi a letto, suono un po' di chitarra, finalmente inizia ad uscire qualcosa si piu' fluido, e poi letto. Sveglia alle 8 questa mattina e poi gia' dalla porta dell'abitazione fuori e' il delirio del mercato, un mercato indigeno incredibile, gigante, tutti vestiti tipici, mai visto niente del genere, penso il piu' bello spettacolo tradizionale mai visto in vita mia, oltre che il miglior mercato. Vendono di tutto, abiti fatti a mano, verdura, polli vivi, qualsiasi cosa, io compro pantaloni e cintura locali fatti a mano per poco e regresso qui dove sono, molto intenso!
Tra 10 giorni Elia ci abbandona per andare in Nuova Zelanda, io ho intenzione di ritornare in Messico da Palenque verso lo Yucatan, con Alle o senza, per poi trovare un imbarco o un volo cheap da Cancun verso L'havana, e starci 3 settimana nella capitale cubana per viverla, affittarmi un cuarto dove mi dedicherei alla scrittura, musica e pittura, vedremo...tutto cambia ed evolve, seguiamo il flusso, ho voglia ancora di stare solo per un po', ognuno ha il suo flusso...lo sento.
Alla prossima!
martedì 7 ottobre 2008
Folletti e grilli
dopo la montagna ci siamo diretti a Oaxaca, dove nel mercato abbiamo assaggiato i grilli fritti, un po' strana come sensazione, giusto perche' sai che hai un grillo in bocca e ti si incastrano le zampette tra i denti, alla fine non sono male, molto proteici ma diciamo che e' un problema mentale nostro, per il resto e' piccante anche.
Poi ci siamo diretti a San Jose del Pacifico, la patria del derrumbe, i funghi dei puffi diciamo, pero' a sto' giro per altri motivi non ho esperenziato, ma siamo andati nel bosco a raccogliere porcini e finferli e ce li siamo mangiati e cucinati da soli con il riso, ottimi e freschi!
Poi siamo andati a Puerto Escondido, ottimo giro nella city, spot da surf da paura, la pipeline messicana, troppo grosse e pochi in acqua, poi mangiata di pesce niente male e cerchiamo un posto in spiaggia dove accamparci, lo troviamo, e ci piazziamo con il sacco a pelo sulla spiaggia, il mare sembra lontano.
La mattina alle 7 veniamo svegliati dal mare che ci inonda e ci inzuppa, quindi prendiamo ed andiamo a Huatulco dove abbiamo un contatto CS, bel bagno in mare limpido e caraibico, caldo porco, ottimo per asciugare i sacchi a pelo, poi a casa di questo tipo inglese simpatico a fare balotta e cucinare pesce e gamberetti presi al mercato.
Ora andiamo in Chiapas, a San Cristobal de la casas, poi sparati verso il Guatemala, vedremo, Hasta Luego!
martedì 30 settembre 2008
Lacrime in vetta...5600 metri!
- Primo giorno
Siamo partiti da Mexico DF alle 15 del pomeriggio, di non so' quando perche' non so' che giorno e' oggi, diretti a Tlachichuca dove Joaquin Cancola ci ospitera', dato che quella e' la citta' piu' vicina al vulcano.
Dovrebbero essere poco piu' di 200 km e quindi in poche ore dovremmo arrivare, ma data la nostra plumma decidiamo di non prendere l'autostrada, dato che in Messico e' molto costosa, ma la LIBRE, la strada normale. Beh fatto sta' che tra milioni di TOPE (i dossi, che sono ovunque), strade distrutte e strette siamo arrivati nel pueblo a mezzanotte, 9 ore di guida, poco! Pero' Joacquin ci ha atteso e in poco tempo e con tanta stanchezza siamo gia' nella nostra camera da 120 pesos, finalmente un letto!
- Secondo giorno
Ci svegliamo, ottima dormita, prepariamo lo zaino con attenzione, cibo per 7 giorni, picozza, cramponi, scarponi, il mio orologio nuovo da montagna segna 2700 metri. Dopo una colazione salutiamo e prendiamo informazioni da Joacquin e partiamo zaini in spalla verso il centro. Ci beviamo una ultima birra prima di abbandonare la civilta', foto di rito e si prende un taxi per 200 pesos verso Hidalgo, l'ultimo pueblo prima del vulcano, a 3600 metri. Dopo 15 km e 1 ora di strada distrutta fatta per i 4WD arriviamo al posto, case di legno diroccate e un centinaio di anime. E' brutto e nuvoloso ed inizia a piovere, camminiamo verso la via del campo base e troviamo un posto dove piazzare la tenda da 2 e in cui staremo in 3, sotto l'acqua battente. Prepariamo il cibo in tenda con la stufetta, poi a letto presto, non ho dormito tutta notte, mille pensieri in testa e la testa che non si ferma mai, era quasi come se non sapessi piu' come si dorme, boh sara' l'altitudine.
- Terzo Giorno
Sveglia alle 8, nessun problema di altitudine e ottimo acclimatamento, oggi si parte per Pietra Grande, il rifugio a 4260 metri, il campo base dove tentare la vetta. Ovviamente questo non e' il periodo migliore per la scalata, dato che e' tempo di piogge, sarebbe da novembre a marzo, infatti piove sempre e sotto l'acqua smontiamo tutto, carichiamo in spalla e si parte per i 12 Km verso il rifugio. Arriviamo dopo
6 ore di cammino e diversi bivi di cui non sapevamo la direzione, dopo alcuni errori ed interpretazioni delle gomme da jeep tipo CSI arriviamo in cima, sfatti, sotto la nebbia e pioggia fitta e con le gambe abbastanza a pezzi. Il fiato e' corto a quell'altezza ma nessun mal di testa questa volta. Gli zaini non sono poi cosi' leggeri, male alle spalle e relax nell'interno del freddo rifugio, direi una ghiacciaia. Subito un the' per scaldarsi e poi zuppa di pollo e riso al pomodoro in busta, MSG a gogo ma non male. Quindi a letto presto, decidiamo domani cosa fare, abbiamo 2 alternative, riposarci e tentare la vetta la notte successiva con una salita impegnativa e lunga oppure fare un campo alto per acclimatarci meglio e ridurre la distanza nel summit day. Tutti a letto, lo stomaco e' in subbuglio e ovviamente non riesco a dormire, penso tanto e la mente non stacca, occhi chiusi, freddo pavimento di legno ma niente dormire.
- Quarto giorno
Sveglia alle 7, il the' ci vuole e poi vado fuori, fino a ieri non si vedeva niente, neanche la vetta, la nebbia impediva di vedere, ma il cielo azzurro preannuncia novita', il barometro annuncia un cambio di pressione, miglioramente in corso. Vado fuori e vedo uno spettacolo stupendo, nubi ovunque sotto di noi e l'alba che spunta colorandole di rosa, poche parole e bocca aperta. Dopo qualche scatto torniamo dentro e decidiamo, la scelta va' per il campo alto, cosi' per farne esperienza e anche per ridurre il tempo per la vetta. Cosi' prepariamo gli zaini e alle 10 partiamo verso l'alto, arriva la nebbia e dopo 3 ore arriviamo in cima, dove inizia la neve che nevica.
Troviamo il campo a 4800 proprio sotto il labirinto e con tempismo e coordinazione montiamo tutto al volo e ci buttiamo dentro, il freddo si sente e la salita di 600 metri circa anche, con quello zaino pesante. Ci prepariamo del cibo sciogliendo della neve e poi alle 20 siamo a letto, sveglie puntate alla 1 di notte, domani e' il summit day ed ovviamente non si dorme ancora!
- SUMMIT DAY
Alla 1 le nostre sveglie suonano contemporaneamente e dopo qualche sguardo di comprensione siamo gia' tutti svegli, la tenda e' ghiacciata, uno strado di brina la ricopre, prepariamo un the' e del musli' e poi ci prepariamo, uno alla volta, vista la stretezza della tenda e pian piano ognuno va' fuori a sistemare lo zaino, il mio orologio segna -5, alle 2:30 siamo tutti fuori a montare ramponi e predisporre tutto, poi alle 3 si parte, diretti verso il labirinto, una parete di 200 metri ripida mista rocce e neve. Decidiamo senza cordata ma con attenzione procediamo e alle 4:30 con le nostre frontali nel buio riusciamo a saltarci fuori grazie ad impronte trovate qua e la'.
Ora siamo a 5000 metri, piazziamo picchetti per la nebbia e segnamo i gradi della bussola nei cambi di direzione, siamo alla base del ghiacciaio, ancora e' buio pesto, anche se il cielo e' uno spettacolo di luci intense senza luna, assurdo, le stelle sembrano dipinte.
Decidiamo di andare su in cordata, il ghiacciaio e' ripido 35 gradi e sale per 600 metri, sono ancora 4 ore di cammino, la cordata aiuta nel caso di scivolata e prontezza degli altri 2 con il self-arrest a bloccarla, ma e' anche pericolosa perche' puo' tirare giu' tutti e 3 in fondo al ghiacciaio. Ci fermiamo per problemi di freddo e per respirare con maggiore profondita' ogni 20 passi. La vetta sembra non arrivare mai, non si vede la fine.
Finalmente arriva l'alba, siamo all'ombra e il sole non lo vediamo, ma i colori illuminano a giorno la neve sotto di noi.
Questa montagna ha preso vite e quindi bisogna rispettarla. Con tanta attenzione ad ogni passo pian piano si sale, ormai sono le 7, finalmente vediamo con la luce la fine della salita, l'arrivo sul bordo del cratere.
Arriviamo e la luce del sole ci abbaglia, mi volto e appena vedo lo spettacolo che mi trovo davanti le lacrime scendono da sole come mai successo in vita mia, il sole dell'alba e un mare di nuvole rosse davanti a me mi fanno pensare a dove sono e quindi non trattengo niente, lacrime e ricordi indelebili a vita, impressi a fuoco sul cuore.
Ci abbiamo messo 4:30 a salire, dovevamo mettercene 6, una ascesa di 900 metri su quello che e' il quarto vulcano piu' alto al mondo.
Sulla mia destra vedo una cosa mai vista, una immensa ombra del vulcano si staglia nelle nuvole e nella terra, incredibilmente immensa e maestosa!
Poi andiamo verso la croce, qualche foto e dopo 30 minuti si inizia a scendere.
Paura in discesa con quella pendenza ma ormai era fatta, andiamo giu' in glissade con la picozza e alle 10:30 siamo al campo alto, il sole e' forte e caldo a quella altezza, crema obbligatoria e maschera, smontiamo tutto con calma dopo un po' di riposo e poi si scende con tanta fatica al rifugio, tanta discesa per i doloranti polpacci che chiedono pieta'. Alle 13 siamo al rifugio e ci prepariamo a goderci il cibo che avevamo lasciato per il successo.
Scopriamo ben presto che ce lo hanno rubato, cosi' ci tocca farci delle tortilla con fagioli e del riso in bianco, argh! Tanto riposo, acqua e stomaco ancora in subbuglio. Poi barrette di cereali per cena e poi letto con i topi che ci giravamo per i sacchi a pelo. Finalmente dormo sono a pezzi, giornata intensissima ed incredibile, ho un sorriso che non riesco a controllarlo. Ce l'abbiamo fatta!
- Sesto giorno
Sveglia alle 8, una dormita lunga 11 ore, il solito bel the', nuvole ancora piu' basse questa mattina, poi si prepara tutto e si parte verso Hidalgo, il pueblo a 12 km, si canta, urla, ride e scherza, tante foto e la vetta che ci sovrasta incontrastata lungo la via.
Dopo 4 ore siamo al paese, distrutti e con le gambe a pezzi per 4 giorni di cammino senza sosta. Troviamo un ride a 150 pesos per portarci a Tlachichuca, dove appena arrivati ci concediamo una mega tortas alla milanese e delle birre per festeggiare, poi a letto da Joacquin cotti e poi, dato che la persona che ci aveva dato il passaggio ci aveva detto che c'era una festa in un paese vicino alle 20 prendiamo e in macchina ci andiamo, fantastica e folkloristica festa fatta di fuochi d'artificio e tanta cristianeita', doppi parchi e tanta musica e gente in un pueblo a 3000 metri di 500 anime che solo in quella sera si era trasformato in migliaia. Ancora cibo e birra e con le gambe a pezzi torniamo a casa a dormire, un letto dopo 5 giorni di contatto con la terra. In pochi arrivano al rifugio senza Jeep, noi lo abbiamo fatto per il rispetto alla montagna e ci ha premiato nel migliore dei modi.
- Settimo giorno
Pigliamo la macchina, carichiamo tutto, salutiamo Joacquin, splendida persona e poi partiamo diretti verso Oaxaca, dove siamo oggi, bella citta', domani andiamo forse al mare a Puerto Escondido, a rilassarci! Hasta luego!